Le mostre fotografiche di “Marenostrum”

Marenostrum“, il IV Festival Internazionale della Fotografia del Mediterraneo, si svolgerà a Mazara del Vallo dal 14 settembre al 7 ottobre, organizzato dall’Associazione Culturale “I Vicoli del Mediterraneo”, in collaborazione con il Comune di Mazara del Vallo e la Regione Siciliana.

Si tratta di una intensa manifestazione che prevede conferenze, attività laboratoriali e mostre, alle quali parteciperanno sia i professionisti noti in tutto il mondo che i semplici appassionati, ma anche alcune associazioni nazionali. Oltre che i soci della U.I.F. Sicilia, che proporranno la mostra “Palermo, città d’arte”, anche i quattro  soci dell’Associazione Imago, Gregorio Bertolini, Salvatore Clemente, Salvo Cristaudo e Vincenzo Montalbano, esporranno, in uno spazio separato, 5 fotografie per ciascun autore. Il tema dei “Mercati” sarà comune a tutte le loro inedite stampe in bianco e nero.

La Direzione Artistica dell’interessante evento è affidata a Roberto Rubino, che ha curato con successo anche le edizioni precedenti.               

a.d.n.

 

Sicilianamente 2.0

“Sicilianamente” è una manifestazione annuale, organizzata dal CRAL Regione, che mette a confronto diverse discipline artistiche (Fotografia, Disegno/Pittura, Poesia/Prosa) su un unico tema.
L’edizione 2018 dal titolo “Sicilianamente 2.0” si è conclusa il giorno 20 Maggio 2018 presso la villa Filippina dove si è svolta la cerimonia finale di premiazione degli artisti vincitori dell’edizione 2018.

Il Tema dell’edizione 2018 è stato: “Il Teatro di Sicilia: luoghi, scenari, opere, autori”

 La  Giuria composta da:

Gaetano Basile (scrittore e giornalista),
Beppe Trapani (consigliere Cral ed organizzatore),
Giovanna La Bua (presidente dell’Associazione IMAGO),

con il supporto del giudizio dei vincitori delle varie sezioni dell’edizione precedente di “Sicilianamente 2017” , ha deliberato i seguenti vincitori:

Sezione fotografia:

 

Sezione disegno/pittura:

Sezione prosa/poesia:

1° classificato

A Luigi Pirandello di Teresa Riccobono

Dall’ombra del Caos Lui alzò la testa
e pose lo sguardo sull’uomo ritto
davanti allo specchio convesso della Vita,
intento a delineare le possibili simmetrie
della sua armatura e modellare forme che coprano
il vuoto solitario dove fioriscono oscure profezie,
sonore schegge di un equilibrio frantumato,
repentino un fischio di luce mette a nudo
l’intrico palpitante delle vene,
il punto d’arrivo dove le ossa dei passeri
si sciolgono alla grazia della sera improvvisa.
Qui soltanto puoi levarti la maschera
anche se il temporale fa impazzire gli uccelli
e solo per un attimo
ti lascia vedere la breccia nel muro.

2° classificato

Maschere e pupi  di Pietro Vizzini

E’ già un teatro questa terra
un balenare inquieto, di volti
mischiati alle ombre
per noi che siamo carne e maschere,
parola e sostanza che si compie
nel crepitio del palco.
Scie luccicanti, i vecchi passi del carretto
sopra levigate basole di pietra nera,
facce laviche, storie di pupi
strillano bramando al petto
lucenti bagliori di latta,
mai stanchi al clamore della spada
baccagliano il ferrame tra la folla.
Voce d’Orlando fu cantilena “Chanson de geste”.
E già intrallazzate cose
“ ti cuntano” maschere e vastasate,
voci allo specchio “Nofrio e Virticchio”
sparlano tra un casotto e un tavolato
dove fanno numero a casaccio
gli orbi cecati, suonatori di baldanza
e le sedie di casa con i coppi di “calia e simenza”.
E s’apre coinvolgente un altro drappo,
collocato nel proscenio, il berretto del cornuto
trascende un’altra maschera e la pazzia del pupo.
Fra scuro e scuro trionfa la fiamma
e s’alza d’ignoto un respiro in gola,
che voce la tua, poesia di vita
per altre stagioni e tempi
verrà in un controluce
d’ogni teatro tuo, Sicilia.

3° classificato

LI FIMMINI DI FORA E LU CURTIGGHIU DI LI SETTI FATI
di Pierangela Castagnetta

Tanti sunnu li cunti c’hajiu sintutu
ed accussì lu me’ nonnu mi cuntava:

Viniti picciriddi, jiuncitivi a lu focu,
vajiu dittu sempri chiddu chi sapìa,
sintiti ora la storia d’un curtigghiu e di li fimmini di fora
c’ammucciuni di lu munnu, a la scurata, s’jiuncevanu n’tra d’iddi
e la strata di fora, a notti funna, si pigghiava.
A Baddarò setti eranu li fati e tutti beddi fimmini ‘ntra d’iddi,
s’jiuncevanu na ddu spicchiu di munnu e fiacìanu faiddi.
La chiazza un tiatru divintava e ddà li fimmini eranu prutetti.
N’facciu… di Santa Chiara c’era ‘u Munasteru;
ammucciuni, cuperti da la luna e da lu celu…
arrubbannu cu passava, pazziannu e ballannu,
vulavanu e cuntavanu di ‘ncantisimi e di riti;
ridennu facìanu maharia a li mariti.
A menzannotti accuminciava lu teatrinu:
lassavanu li casi li fimmini di fora.
Acqua o ventu, sciroccu o tramuntana
filici currìanu na dda chiazza e tutti i giuvanotti chi passavanu…
sti fimmini, cu na risata, supra li mari li purtavanu.
Vulavanu pi Paisi e pi città poi, finutu lu tiatru,
jiunti ‘a matinata n’tra li casi facìanu ritornu
mentr’u curtigghiu di li setti fati ‘sti donni di fora salutava
aspittannu ca passassi lu tempu pi putilli vidìri ancora ‘n mumentu.

Mensione speciale

UNNI NASCIU ME MATRI di Emilia Merenda 

Unni nasciu me matri li strati eranu stritti stritti
e pi l’aria, curdati di linzola azzulati,
pinnuliavanu attaccati a li chiacchi
e lu sulu li vasava puru s’eranu sfardati.
Parianu filera di veli di sposa cuntenti
e lu ventu chi li faciva sbattuliari,
sciusciava forti dintra ‘a lu viculu
e nun ci paria l’ura di virilli maritari.
Me matri nasciu quannu si calavano ‘i panara
ed era un cala e ghisa da la sira a la matina
e cu tutti ddi lazza chi pinnuliavanu,
paria lu spittaculu di li paladina.
C’eranu li fimmineddi chi satavanu la corda,
li attareddi facianu cazzicatummula
cu’si sciarriava, cu’ faciva paci,
mentri li masculiddi jucavanu c’’a strummula.
Me matri nasciu quannu s’aggiustavanu li paracqua,
unni li carritteri cchiù nun friscanu
quannu a’ la matina passava chiddu di li cievusi
e forti abbanniava: “A st’ura, ‘a st’ura, v’arrifriscanu!”.
Unni nasciu me matri si canuscevamu unu, pi unu,
sciarri, zitamenti, nto riuni si sapia tuttu
e si nta ‘na casa mureva un cristianu
parenti e stranii, si mittianu a luttu.
Unni nasciu me matri li casi foru tutti sdirrubbati
e dintra nun ci truvaru né dinari e né tisori
e quannu d’ammucciuni ci haiu turnatu
s’’un c’è scrusciu si senti parpitari un cori.

“AutorImago” in mostra

 

La mostra è rimasta aperta al pubblico fino al 22 Marzo.

 
Mostra fotografica degli “AutorImago”
Cinque esperti fotoamatori, appartenenti alla storica Associazione di Volontariato Imago, attiva da decine di anni nel settore artistico e culturale, sono gli autori dalla collettiva allestita presso la Real Fonderia della Cala, a Palermo. Ciascuno ha selezionato dalla propria variegata produzione un numero di stampe sufficienti a individuare le tematiche, i generi e i soggetti preferiti, cioè quelli che potremmo definire “i feticci” attraverso i quali ogni artista riesce agevolmente a rappresentare la realtà e ad esprimere meglio il proprio modo di osservare il mondo circostante. Il rischio concreto è che queste fonti di ispirazione col tempo finiscano per diventare quasi delle perversioni maniacali, ma ai fotografi avveduti ed equilibrati sicuramente non accadrà di fossilizzarsi. L’unica scelta comune è stata quella di effettuare il progetto espositivo utilizzando il raffinato bianco e nero che richiede grande precisione e conferisce alle opere un forte fascino. Inoltre, tradizionalmente, nel campo delle arti figurative, la rinuncia alle tentazioni policrome caratterizza la serietà e l’impegno autorale. Per il resto gli artisti in questione hanno dimostrato di essere estremamente versatili, tecnicamente capaci e pieni di fantasia. La qualità di tutto il materiale fotografico esposto risulta assolutamente apprezzabile.
Le immagini esposte da Salvo Cristaudo esplorano un universo abitato dalle ombre più o meno marcate, ma sempre evidenti su vari tipi di superfici e trascurano deliberatamente gli insignificanti corpi che le proiettano.
Il reportage di un viaggio lungo il “Cammino di Santiago” realizzato da Antonio Ferrante non si limita a mostrare i luoghi del famoso pellegrinaggio, ma fornisce anche una serie di preziose informazioni relative al tragitto, alla spiritualità ed ai viaggiatori.
L’obiettivo di Toti Clemente ha scrutato attraverso spazi, ringhiere e varie aperture rivelando agli osservatori una realtà “parallela” solo apparentemente uguale a quella che avremmo osservato senza i suoi originali scatti da un punto di vista quasi indiscreto.
Nel corso di tutte le cerimonie religiose ormai siamo abituati ad incontrare i fotografi, ma il rito della Luce durante il quale Vincenzo Montalbano ha realizzato un garbato reportage, pieno di simboli sottili e di intensi significati, costituisce una manifestazione inconsueta, celebrata in occasione del solstizio d’estate presso la “piramide” di Motta d’Affermo ed ispirata agli antichi culti pagani. L’ultimo, ma non ultimo, dei fotografi, Gregorio Bertolini, ha sagacemente combinato i versi profondamente ispirati di una sua poesia e i “vagheggiati” paesaggi non convenzionali del mare, della costa e dell’antistante isolotto di Isola delle Femmine, riuscendo a creare una atmosfera misteriosa, ma al tempo stesso capace di comunicare calma e tranquillità.
Parole accostate ad immagini, perché dopotutto dietro ogni fotografia c’è una storia da raccontare. “AutorImago in mostra”, collettiva fotografica di Gregorio Bertolini, Toti Clemente, Salvo Cristaudo, Antonio Ferrante e Vincenzo Montalbano, è stata inaugurata lo scorso 9 marzo con una presentazione animata dagli interventi del giornalista Nino Giaramidaro, del fotografo Giuseppe Cuttitta e di Vincenzo Cucco, Vice Presidente della “Associazione Culturale Enzo La Grua”, e resterà visitabile fino al 22 marzo 2018 presso la Real Fonderia alla Cala, in piazza della Fonderia a Palermo, tutti i giorni dalle ore 09.00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 19:00. L’ingresso è libero. (www.inchiestasicilia.com)

Andrea di Napoli